insegnante: MARIA DEL PORTO

CAMPANIA: TAMMURRIATA “BALLO ‘NCOPP ‘O TAMMURRO”
La tammurriata è l’insieme del canto e del ballo tradizionale eseguito al suono della “tammorra”, un tamburo a cornice dalla forma di un setaccio munito di cimbali.
Il ballo ‘ncopp ‘o tammurro, o tammurriata è una danza di coppia (uomo-donna, ma anche donna-donna, uomo-uomo) che ha origini antichissime, legate ai culti per la “madre terra” che si celebravano in tutto il Mediterraneo. Sin dai tempi più antichi questo ballo veniva danzato per festeggiare il raccolto e i frutti che la terra produce. In molti mosaici ed effigi ritrovate negli scavi di Pompei ed oggi conservati al Museo Nazionale di Napoli sono raffigurati danzatori che si muovono ai ritmi di un tamburo stringendo tra le mani “crotali”, gli antenati delle castagnette.
Con l’arrivo del Cristianesimo, non fu possibile sradicare del tutto i culti pagani, così molte delle celebrazioni dedicate alla “dea madre” furono soppiantate e si trasformarono in feste religiose dedicate alla Madonna: donna, madre e terra. Tutt’oggi queste feste sono vive sul territorio in una commistione di paganesimo e sacralità. Il numero magico del sette, ritorna nelle tammurriate (agro nocerino sarnese; giuglianese, avvocata, pimontese, marcianisiana, terzignese, sommese) e nelle Madonne che sono anch’esse sette.
In occasione della celebrazione dei riti pasquali vengono danzate, suonate e cantate le tammurriate dalle “paranze” del territorio, così inizia la serie di feste sacre a cui è possibile partecipare nel territorio campano per conoscere ed avvicinarsi alla tradizione. Il ballo ha una struttura coreutica: all’interno di un cerchio di astanti si muovono coppie di ballerini che portano il tempo con le castagnette. La coppia di danzatori fa riferimento ad un lessico di passi codificato nel tempo, attraverso il quale si esprime liberamente e in modo personale; la coppia si muove dentro un cerchio di persone e danza in modo tale da costruire, a secondo del momento, dell’intesa, del sesso, dell’età un’esecuzione sempre “unica”.

LABORATORIO DI “TAMMURRIATA: ballo n’copp o tamburo”
Il laboratorio prevede una parte teorica: storia, significati-simboli della danza tradizionale campana (tammurriata dell’agronocerino sarnese), legami della danza con la cultura pagana del mondo greco e romano, illustrazione degli strumenti musicali che accompagnano la danza e quelli utilizzati nel ballo (castagnette), illustrazione dei simboli e lettura di un testo cantato della tradizione, proiezioni di video, ascolto di brani della tradizione; e una pratica: apprendimento della danza: postura, passi base, coreografia (corpo del ballo e votate), relazione con l’altro ballerino/a, uso delle castagnette, gestione dello spazio e del tempo nel cerchio.
Accenni alle altre tammurriate campane (Tammurriata Giuglianese, Tammurriata del Monte Avvocata, Tammurriata dei Monti Lattari)

Il laboratorio sarà condotto da MARIA DEL PORTO

Ballerina di danze dell’area campana e studiosa della tradizione di questo territorio, da più di dieci anni promuove progetti di diffusione della cultura popolare e stage- laboratori sui diversi stili di tammurriate sul territorio regionale e nazionale.
La passione per gli aspetti storici, e quelli etnico-culturali ad esso legati, l’hanno spinta ad approfondire con letture, seminari, stage e laboratori i singoli elementi che compongono il mondo della “tammurriata”.
Spinta dalla volontà di riscoprire e diffondere la forza del significato che si cela dietro i simboli della sua tradizione, ha arricchito il proprio vissuto partecipando nel tempo alle svariate feste dedicate al culto Mariano, dove è possibile ascoltare e ballare la tammurriata.
Il contatto con la gente, con i luoghi, con i riti ha alimentato il legame con le sue radici, mentre il confronto e l’ascolto dei racconti degli uomini e delle donne che vivono la tradizione ha potuto consolidare il suo bagaglio di esperienze.