insegnante: ALESSANDRO CALABRESE

LAZIO: “IL SALTARELLO DI AMATRICE”
L'organetto, accompagnato dal tamburello e ciaramelle, suona una musica dal ritmo sempre più incalzante e con questa musica coppie di ballerini eseguono passi sempre più veloci con le gambe che saltano, si accavallano, battono i tacchi a terra tanto velocemente che non si capisce come certi movimenti vengano eseguiti. Il cavaliere insegue la dama, lei si fa desiderare, non ci sta, ma poi accondiscendente accoglie il cavaliere nel suo ballo. È il saltarello, un ballo tipico delle regioni dell'Italia centrale dove, a seconda delle zone, ad una struttura coreografica simile si accostano elementi di variazione nei passi e nelle figure. In particolar modo è diffuso in Abruzzo dove si usa la forma al femminile Saltarella secondo un'usanza diffusa nel Regno di Napoli, così come per la Tarantella, la Pizzica, la Tamurriata ecc. con le quali ha anche una certa affinità. Anche nell'Alta Valle del Velino, fino all'inizio del secolo scorso sotto la regione abruzzese, il ballo viene detto al femminile.

La sua origine dovrebbe essere antichissima, addirittura risalente al genere "saltatio" dei latini, il ballo più diffuso sin dai primi secoli di Roma. In un passato non molto distante era un ballo praticato in ogni occasione festosa della vita del popolo: matrimoni, feste, carnevali, l'uccisione del il maiale, la vendemmia, la mietitura ecc. Era uno dei pochi momenti in cui due giovani innamorati potevano incontrarsi pubblicamente e mostrare la loro passione. Infatti la Saltarella è sostanzialmente è un ballo di corteggiamento inserito in una sfida tra molti. Le coppie si dispongono su un cerchio e, a turno, si portano al centro per eseguire il rito della seduzione, l'avvicinamento tra amanti è sotto gli occhi di tutti.

Le coppie si danno costantemente il cambio in una sorta di gara di resistenza che aumenta al ritmo incalzante della musica. Quando sono all'interno del cerchio i due "amanti" non si toccano, ma si sfiorano con continue allusioni mentre disegnano a terra continui piccoli cerchi antiorari lungo un circolo più ampio anch'esso antiorario. le coppie di ballerini si rivolgono sempre lo sguardo sorridendo, con continui ammiccamenti e provocazioni, l'uomo cerca in ogni momento di avvicinarsi alla donna, la quale, inizialmente si sottrae facendosi desiderare, ma poi si riavvicina mostrando di gradire le galanterie del suo pretendente.

Nella zona dell'Alta Valle del Velino, la Saltarella è un'arte che appassiona sin da bambini. La maggior parte degli abitanti la sa ballare, chi più chi meno abilmente, e le occasioni in cui cimentarsi in questo ballo sono frequenti: non c'è festa di paese dove manchi l'organetto e la saltarella, ma anche feste private e semplici serate tra amici.
La Saltarella è conosciuta e praticata da giovani e meno giovani ed è una tradizione radicata e spontanea, un momento di sincera allegria e divertimento.


LABORATORIO DI “IL SALTARELLO DI AMATRICE”
Il laboratorio si articola in: - Presentazione teorica:il contesto storico geografico, la danza legata ai momenti di vita individuale e collettiva, la festa
- Apprendimento della danza: postura, passi, girate, relazione con l’altro ballerino
- Gli strumenti musicali

Il laboratorio sarà condotto da ALESSANDRO CALABRESE

Originario dell'Alta Valle del Velino nel comprensorio dell'alta Sabina al confine con Marche, Abruzzo e Umbria. Sin da adolescente ho acquisito spontaneamente i suoni ed i balli della tradizione popolare che si tramandano da generazioni nella mia terra d'origine.
Nascere in un luogo dove ci sono storiche tradizioni popolari come la musica, il ballo ed i canti, per un bambino diventano un gioco, da adolescente una sfida e confronto, da adulto ricerca. In questa ultima fase, quella adulta, ho iniziato a trasmettere attraverso stage ed incontri, quelle che sono le mie conoscenze acquisite nel tempo sul Saltarello Amatriciano ballato e suonato, che poggia sull' Alta Valle del Velino (Ri).
Dal 1988 al 1992 con il Gruppo Folcloristico “MA-TRU”, la mia attività ha avuto 13 anni di pausa, sin quando gli impegni familiari mi hanno consentito nuovamente di dedicarmi più attivamente all'insegnamento e alle esibizioni. Dal 2005 partecipo e collaboro con il Gruppo di ricerca balli popolari “Gli Scacciapensieri”.
Corsi di insegnamento e stage (ballo) presso il Centro di Iniziativa Popolare (Rm), Circolo Arci Arcobaleno Garbatella (Rm), Casa della Pace Testaccio (Rm) Palestra privata Mostacciano (Rm), Stage Nazionali (ballo): Spoltore (Pe), Vicenza, Pordenone, Cave (Rm), Cataforio (Rc) Cicolano (Ri).
Dalla lunga collaborazione con altri docenti del centro-sud Italia è nato “SUD IN BALLO”, con il quale partecipo attivamente.
Strumenti: Organetto Diatonico, Tamburo a Cornice, Batteria