insegnante: FRANCA TARANTINO

SALENTO: “PIZZICA-PIZZICA”
La pizzica-pizzica è la danza tradizionale del Salento, si tratta di un tipo di tarantella che appartiene alla tradizione del mondo contadino . Questa danza è fondamentalmente una danza di gioia e di corteggiamento. Si danzava in occasioni rituali (matrimoni, battesimi ec) o comunque quando la piccola comunità (familiare) si ritrovava per far festa. Il luogo destinato per danzare erano le masserie, o più genericamente la casa. A differenza di altre danze meridionali, la pizzica-pizzica è fondamentalmente una danza “privata”; mentre in altre regioni il ballo accompagna le feste religiose in cui si assiste ad un ‘interessante fusione tra sacro e profano. La pizzica-pizzica è un ballo ludico in coppia (preferibilmente tra uomo e donna) che fa parte della più ampia famiglia coreutica della tarantella meridionale.
Nelle feste di solito il ballo avviene all’interno di uno spazio circolare delimitato dai suonatori e dagli spettatori, detto ronda. La pizzica-pizzica tradizionale tende ad avere un contatto marcato col terreno ed un tempo si usava il fazzoletto per invitare la persona con cui ballare, passandoselo con meccanismo di alternanza. Diffusa nella provincia di Lecce con forme pressoché analoghe, ha subito un sensibile decadimento dagli anni ’60. Ciò è stato dovuto a vari fattori: al massiccio fenomeno di emigrazione che ha coinvolto molte famiglie del Salento, ad una volontà di dimenticare un mondo contadino che era fonte di soprusi e povertà , e per finire la parentela alla dimensione coreutica della cura del tarantismo. Nella tradizione si distinguono tre tipi di danze:
la pizzica-pizzica (danza della festa)
danza della cura (tarantismo)
la pizzica scherma (danza di sfida tra uomini).

TARANTISMO
Sin dal Medio Evo la Puglia è terra elettiva del tarantismo, ma il fenomeno di curare i morsi velenosi di ragni, scorpioni, rettili ed insetti con la musica e la danza era diffuso nei secoli scorsi in tutto il Sud e nel Centro Italia e nelle isole fino alla Spagna e ad altri paesi mediterranei. Il tarantismo pugliese si presenta come un complesso sistema concettuale e comportamentale tradizionale che più che altrove si è mantenuto tenace e variegato nelle sue forme, tanto da attirare per secoli lo stupore e l’attenzione di numerosi uomini colti (medici, letterati, artisti, ecclesiastici e viaggiatori).
Dalle prime fonti due-trecentesche all’osservazione demartiniana (De Martino, antropologo-etnologo-storico, 1959) scorrono molti punti descrittivi omogenei, che formano i comuni denominatori del fenomeno: la puntura del ragno provoca secondo la tradizione reazioni diverse (malinconia, depressione, ilarità demente, labilità umorale, aggressività deliri furiosi, pulsioni sessuali, danzimanie, esibizioni, autolesionismi..) ed una variegata gamma di forme simboliche e terapeutiche popolari, tendenti al coinvolgimento ipersensoriale del tarantato: coreo-musicoiatria, iper-sudorazione,cromatismo, simbolica degli oggetti (spade, fiori, fazzoletti, panni colorati, fumi, specchi, acqua, immagini sacre ecc.) così come complesso è lo scenario dei morsi e degli animali agenti.
Il ballo secondo i casi era sintomo o terapia del male, ed il morsicato ne era sempre l’esecutore. Dato già per morente il tarantismo agli inizi del XX sec., la spedizione dell’antropologo Ernesto De Martino ha avuto non pochi meriti fra cui quelli di riaprire da un’altra angolazione la questione meridionale, di aver analizzato in chiave multidisciplinare gli ultimi barlumi del tarantismo nel Salento e di averne data una nuova interpretazione socio-storicista e religiosa.

LABORATORIO DI “PIZZICA-PIZZICA”
Il laboratorio prevede una parte teorica: storia, significati-simboli delle danze tradizionali salentine (pizzica-pizzica, pizzica scherma, scotis), storia del tarantismo (la danza della cura), proiezione di video, ascolto di brani della tradizione; e una pratica: apprendimento della danza: postura, passi, coreografia, relazione con l’altro ballerino, uso del fazzoletto, gestione dello spazio e del tempo nella ronda.


Il laboratorio sarà condotto da FRANCA TARANTINO

DanzaMovimentoTerapeuta, studiosa di Danze Tradizionali dell’Italia meridionale, da anni si occupa di cultura popolare, dapprima spinta dalla riscoperta delle sue radici, in seguito come approfondimento degli aspetti etno coreutici e terapeutici che alcune danze del Sud dell'Italia ancora oggi conservano. Il bagaglio di esperienze che nel tempo ha costruito si è sviluppato vivendo le atmosfere delle feste popolari, a contatto con la gente, osservando e ascoltando gli anziani. In seguito ha arricchito il suo bagaglio di esperienze attraverso la partecipazione a stage-seminari e laboratori.
Svolge laboratori di DanzaMovimentoTerapia nelle scuole pubbliche e in ambito clinico.
Insegna Danze Tradizionali del sud dell’Italia (pizzica-pizzica e tarantelle del sud) in tutta Italia nell’ambito di Folk festival e nelle scuole pubbliche.
Dal 2009 collabora al progetto Taranta nella Rete “La pizzica-pizzica: tra oblio e rinnovamento”, del Comune di Melpignano (Le) con Anna Cinzia Villani e Vincenzo Santoro. Ha danzato con alcuni gruppi di musica popolare (Antonio Infantino ed i Tarantolati di Tricarico-Lucania, Nuova Compagnia di Canto Popolare –Napoli, I Tamburi del Vesuvio-Roma, Uaragniaun -Alta Murgia Altamura, Uccio Aloisi Group (Salento), Encardia (Grecia), Orchestra Italica di Tamburi a Cornice-Roma, Menta Fresca Danza-Caserta, , Tony Esposito- Napoli, Scantu de Core- Roma, Malicanti- Roma, Italia Migrante- Roma).
Ha fatto parte del corpo di danza della Notte della Taranta 2010, maestro concertatore Ludovico Einaudi.